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Malattia di Alexander (AxD)
Neurologico · Cane
Leucodistrofia progressiva caratterizzata da degenerazione della sostanza bianca con accumulo di fibre di Rosenthal. Nell'uomo è dovuta a mutazioni gain-of-function del gene GFAP, che codifica la proteina gliale fibrillare acida. Nel cane è stato confermato molecularmente un quadro equivalente in un Labrador retriever, con una variante di GFAP ortologa all'hotspot umano e pattern dominante; il quadro è a esordio giovanile, progressivo e fatale.
Incidenza
Dati limitati: un unico caso confermato molecularmente in un Labrador retriever. La malattia è considerata molto rara nella specie canina e non esistono frequenze di popolazione affidabili.
Segni clinici
- Segni neurologici progressivi a esordio giovanile\n- Atassia e debolezza degli arti posteriori\n- Spasticità e alterazioni posturali\n- Possibili convulsioni in alcuni casi\n- Progressivo deterioramento dell'andatura\n- Sostanza bianca ipomielinizzata alla RM
Storia
La malattia di Alexander è stata caratterizzata nell'uomo nel XX secolo e associata a mutazioni di GFAP negli anni Novanta. Van Poucke et al. (2016) hanno diagnosticato in un Labrador retriever una forma giovanile di AxD (tetraparesi con arti anteriori spastici, che imita la 'swimming puppy syndrome', e fibre di Rosenthal GFAP-positive negli astrociti) e hanno sequenziato i trascritti di GFAP. Hanno identificato una sostituzione eterozigote c.719G>A (p.Arg240His), ortologa dell'hotspot umano c.716G>A (p.Arg239His), non presente in 50 Labrador sani non imparentati. È l'unica variante canina di GFAP confermata fino ad oggi.
Gestione dell'allevatore
- In presenza di segni neurologici progressivi in animali giovani, indirizzare a neurologia e RM prima di qualsiasi decisione riproduttiva\n- Non accoppiare animali con precedenti di quadri simili nella linea\n- In presenza di un caso confermato, non ripetere l'accoppiamento parentale\n- Il consiglio di allevamento è prudente per l'incertezza sull'ereditarietà canina
Note dello specialista
Ampia diagnosi differenziale con altre leucodistrofie canine (leucodistrofia dei levrieri, leucoencefalopatia multifocale del Rottweiler), mielopatie degenerative, meningoencefaliti e processi tossico-metabolici. La RM mostra coinvolgimento della sostanza bianca; la diagnosi definitiva richiede istopatologia (fibre di Rosenthal GFAP-positive) e studio di GFAP. Trattandosi di una variante dominante, il consiglio di allevamento deve essere prudente e considerare che un genitore affetto può trasmettere l'allele al 50 % della discendenza.
Riferimenti
1. Van Poucke M et al. (2016) A canine orthologue of the human GFAP c.716G>A (p.Arg239His) variant causes Alexander disease in a Labrador retriever. Eur J Hum Genet 24:852-6. PMID: 26486469
2. OMIA:001208-9615. Alexander disease in Canis lupus familiaris. https://omia.org/OMIA001208/9615/
2. OMIA:001208-9615. Alexander disease in Canis lupus familiaris. https://omia.org/OMIA001208/9615/
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